legale investigatore privato

È legale assumere un investigatore privato?

Oggi è molto facile che si parli di investigatore privato. Le persone si rivolgono spesso a questa categoria professionale, al fine di far pedinare, registrare o fotografare il partner su cui si hanno dubbi di fedeltà, o il lavoratore dipendente che chiede un permesso frequente e così via.

Ma è davvero legale assumere un investigatore privato?

Qualche prima delucidazione a riguardo

Partiamo col dire che se una simile figura professionale esiste è perché la legge italiana consente di lavorare come “007”. Tuttavia ci sono dei limiti entro cui rimanere affinché la pratica lavorativa sia effettivamente considerata lecita.

Gli investigatori hanno infatti una sorta di codice disciplinare da rispettare, onde evitare di sfociare in una violazione della privacy e dei luoghi di privata dimora del soggetto sottoposto a pedinamento. Quando infatti il professionista non rispetta le norme del suo codice (di solito correlate all’ambito penale) risponde personalmente della violazione, non potendosi dunque rifare sul cliente mandante, a meno che quest’ultimo non gli abbia chiesto di esercitare illecitamente la sua attività. In questo caso si parla di concorso in reato.

È per questo motivo che il cliente in piena fiducia e massimo rispetto dell’operato del professionista, deve permettere all’investigatore di lavorare come meglio ritiene opportuno.

La licenza del prefetto

Quando l’investigatore privato svolge professionalmente questa attività (a livello imprenditoriale) deve richiedere licenza al Prefetto. Ovviamente può anche svolgere il pedinamento un soggetto non per forza munito di licenza, con l’incarico di compiere materialmente l’indagine. Sulla base di quanto, l’attività investigativa deve essere svolta sporadicamente ed occasionalmente.

Per tale motivo è lecito che un uomo compia materialmente il pedinamento per conto di un amico sospettoso nei riguardi della moglie. O ancora non commette reato chi direttamente va a controllare i gesti quotidiani di partner, colleghi o dipendenti. Quest’ultima affermazione è stata confermata anche in una recente sentenza della Cassazione.

Il probabile pedinamento di una persona

L’investigatore è libero di seguire chiunque nei suoi spostamenti, purché il suo lavoro non diventi fonte di molestia. Se la sua pratica reiterata nel tempo verso la medesima persona, infatti, dovesse diventare continuativa e assillante si rischia infatti di tramutare “la persona sospetta” in una vittima.

In tal guisa, la Cassazione ha affermato che pedinare diventa reato se la vittima, rendendosi conto di qualcuno alle calcagna, va in paranoia, si sente a disagio e si spaventa. Qualora al contrario la persona non dovesse mai accorgersi di essere pedinata, non si avrà alcun illecito, in quanto non si pone in essere alcuna molestia.

Il pedinamento deve rimanere al di fuori dei confini materiali dei luoghi di privata dimora come anche il posto di lavoro o la propria abitazione.

Le registrazioni e i pedinamenti ai fini probatori

Valgono i pedinamenti e le eventuali registrazioni ai fini probatori? Questo forse è l’aspetto più spinoso dell’attività di investigazione privata. A volte le prove raccolte infatti possono apparire meri strumenti meccanici facilmente contestabili: ad esempio questo avviene se la registrazione non si sente bene, se la foto è sfocata, o se non si può stabilire la data di cattura.

Secondo il codice infatti ogni tipo di riproduzione meccanica può essere usata come prova se chiara e comprensibile e dunque non contestabile dalla parte contro la quale viene presentata. Cosa al quanto rara, in quanto l’avvocato di controparte tenderà sempre a trovare il cavillo per rendere le prove fallaci.

Dinanzi ad un simile atteggiamento, appare evidente che il lavoro investigativo diventi vano e dispendioso. Ragion per cui la giurisprudenza ha ritenuto opportuno integrare le prove con la testimonianza orale dello stesso investigatore.

Se durante il processo lo si ritiene opportuno, il professionista potrà essere chiamato a confermare i fatti che ha visto e sentito e che ha catturato. In tal modo c’è più probabilità di avvalorare la tesi di chi ha ingaggiato l’investigatore.